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Storia 1968 - 1987

1968-1987 I SEGUENTI VENTI ...

di G. B. 

Prima di mettere mano alla penna per commentare gli avvenimenti degli ultimi anni della nostra Sezione, mi sono riletto lo scritto di Carlo Bareggi sui primi 40 anni, perché ritengo sia importante creare quella continuità che, nello scritto come nella realtà, ha caratterizzato il CAI a Cittadella.
La nostra Sezione ha avuto, fin dall'inizio, quell'imprimatur magico delle opere che, dimostrano la loro forza ed il loro chiaro destino a passare indenni sulle molte difficoltà e raggiungere, in piena vitalità, delle mete altamente qualificanti.
Nata sotto una buona stella, si potrebbe dire oggi guardandoci alle spalle, anche se credo non sia presunzione affermare che quella stella hanno saputo tenerla ben alta tutti coloro che, dall'inizio ad oggi, si sono dedicati con passione e volontà, alla causa del CAI.
E veniamo alla cronaca di questo ultimo ventennio che si apre con una ventata nuova ed inedita che scuote la Sezione dandogli nuovi impulsi. Intendo parlare della presa di posizione in favore della protezione della natura alpina che muove i suoi primi passi sia in Sezione che a livello nazionale.
Il Monte Grappa, a noi molto vicino sotto molteplici punti di vista, dà lo spunto per un'opera che vedrà il CAI di Cittadella in prima fila nella sua difesa da speculazioni di ogni genere tipiche di quello sconsiderato sviluppo turistico che, anche qui, stava affacciandosi.
Ino Marin e Gianni Dal Broi furono gli attori principali che seppero attirare attorno a sè i consensi di tutta la Sezione sino alla petizione, votata dall'Assemblea dei soci del 1968, affinché nello statuto del CAI venisse inserito, tra gli scopi del CAI citati all'art. l, la protezione della natura alpina. Nel frattempo nuove e giovani forze si vengono ad aggiunge re al già folto numero di soci ' ed un po' alla volta si nota un abbassamento dell'età media dei frequentatori della sede e delle attività con la conseguenza di vedere sempre più partecipazione alle gite sia estive che invernali e l'inserimento di nuovi volti nel Consiglio Direttivo.
Il concorso fotografico con tema "La Montagna", il corso di sci, il corso di roccia e la pubblicazione del primo numero de "Lo Zaino", notiziario tutt'oggi ancora attivo, sono le espressioni di un rinnovamento che è nell'aria e che si fa avanti a grandi passi.
Nel frattempo non conosce crisi l'attività alpinistica che coinvolge un gruppo sempre maggiore di appassionati e porta su vie sempre più difficili i migliori di noi.
Una menzione particolare merita Amedeo Piran "El paron dea Vae" che con la sua simpatia contagiosa e la sua grandissima umanità, coinvolge in modo determinante noi giovani, facendoci assaporare l'ebrezza delle crode e l'amore per l'arrampicata.
Un po' alla volta l'innovativa svolta degli anni '70, prende quota e, sempre fedele alla tradizione che vuole il CAI all'avanguardia nelle proposte di attività aperte a tutti i Cittadellesi, ecco apparire il corso di sci a S. Martino di Castrozza, il corso di ginnastica presciistica, lo SKI cittadellese con gare di discesa e di sci alpinismo, il campeggio estivo oltre, naturalmente, alla normale ed intensa attività sia estiva che invernale di gite sociali.
Sono gli anni delle prime  esperienze sociali con lo sci alpinismo, lo sci di fondo escursionismo e le gite sociali che ci portano anche lontano dalle nostre Dolomiti per farci conoscere ed apprezzare ambienti alpinistici nuovi.
In quegli anni la nostra Sezione rappresentava una realtà sia a livello comunale che comprensoriale accumunando iscritti provenienti da tutti i paesi del circondario attirati da proposte semplici ed, allo stesso tempo, coinvolgenti dell'andare peri monti.
È di quell'epoca la nascita di un gruppo molto amalgamato e ben affiatato che, tra qualche polemica e tanta simpatia, piloterà la vita sezionale per vari anni.
Tra tutti emerge l'amico Renzo Bizzotto (Strike) che, con la sua innata allegria, renderà il nostro girovagare per i monti ed il nostro impegno nell'ambito sociale, ancora più divertente nel segno di un'amicizia che farà superare innumerevoli difficoltà.
Si assiste, nel frattempo, ad un continuo crescendo di attività alpinistica che raggiunge il suo apice con la prima invernale della via Solleder al Sass Maor effettuata dai soci Paolo e Ludovico Cappellari con l'amico e grande maestro Renzo Timillero (Ghigno).
Sotto l'incalzare di continue nuove esperienze e la sperimentazione di attività che si adattino alle nuove generazioni di soci, si giunge al 1977 - 50° di fondazione.
Un anno importantissimo che vede la nostra Sezione impegnata in progetti di tutto rispetto.
Per l'occasione viene organizzato a Cittadella il Convegno triveneto delle Sezioni del CAI; viene indetto il primo concorso fotografico biennale con tema la montagna; viene organizzata una memorabile Serata della Montagna ed una cena sociale alla quale partecipano, in gran numero, i fondatori della Sezione che ci onorano della loro presenza gratificandoci dell'arduo lavoro organizzativo.
Una ventata nuova si ripropone, dopo il 50° di fondazione, con il nuovo Consiglio Direttivo che vede molte nuove presenze giovani e intenzionate a portare avanti le proprie idee in considerazione anche del fatto che ci si sta accorgendo di una certa flessione nella partecipazione all'attività proposta. Si dà, pertanto, spazio a nuove gite, sia estive che invernali, organizzate non più per un numero di soci elevato ma per piccoli gruppi.
Tale metodo riduce drasticamente l'uso della corriera che, se da una parte ci penalizza in quanto toglie alle gite quel sapore comunitario degli allegri e scanzonati spostamenti in pullman, dall'altro rende più fattibili quelle gite interessanti che possono essere effettuate da piccoli gruppi che usano l'auto per l'avvicinamento. Collateralmente a ciò, prende piede anche da noi il concetto che vede il CAI quale fornitore non solo di programmi gite ma bensì di tutto ciò che può educare ed istruire i soci affinché sappiano avvicinarsi alla montagna con metodo e coscienza.
Ecco, allora, lo sviluppo dei corsi di introduzione all'alpinismo, di roccia, di sci escursionismo, di sci alpinismo, di tecnica fotografica; la propaganda con diapositive e proiezioni nelle scuole, con particolare riferimento alle elementari, e, non certo ultima, l'acquisizione, in affitto, di una malga sita sul M. Grappa - in località - Lepre - e messa a disposizione di tutti i soci. Tutte queste iniziative contribuiscono in maniera determinante ad attirare verso la Sezione un numero sempre maggiore di appassionati, specialmente giovani, che dimostrano di apprezzare in pieno le iniziative proposte.
Il risultato evidente si nota nella realizzazione di gite sempre più impegnative che vedono la partecipazione di persone preparate e ben equipaggiate che danno sicurezza e soddisfazione anche agli organizzatori.
Nei programmi estivi, pertanto, appaiono e vengono realizzate gite di un certo livello quali: M. Rosa, Gran Zebrù, Picco dei 3 Signori, Adamello, Pala Bianca.
A livello prettamente arrampicatorio, frattanto, un gruppo di giovani svolge un'intensa attività sia in Dolomiti che nelle Alpi Occidentali portando il nome della nostra Sezione sulle pareti più famose.  Uno di questi, Claudio Carpella, merita una particolare menzione in quanto, con la sua semplicità e riservatezza nonché con la sua bravura e serietà, offre un esempio di vero alpinista moderno a tutti noi.
Il resto è cronaca dei nostri giorni che ci vede impegnati in tutte le iniziative che, per tutto l'arco dell'anno, coinvolgono persone volonterose ed appassionate che svolgono i vari compiti con serietà e dedizione.
È cronaca attuale anche la nuova sede che, da tanto sognata, è diventata realtà consentendoci di offrire un decoroso quanto indispensabile luogo d'incontro, di lavoro nonché, lasciatemelo dire, di quella rappresentatività che si merita una importante realtà quale la nostra Sezione.
G.B.